Il fiume Sebeto

 

 

Sebeto era il nome del fiume che bagnava l'antica Neapolis.

Il suo antico nome greco, tramandatoci sul verso di alcune monete coniate fra il V secolo a.C. e il IV secolo a.C., era Sepeithos, traducibile come "andar con impeto", probabile riferimento al corso irruento del fiume.

Storia e leggenda si fondono nella notte dei tempi: la greca Neapolis era divisa da Partenope da un fiume, forse navigabile, "fra lo monte S. Erasmo e lo monte di Patruscolo".

La foce del fiume era sull'area dell'attuale piazza Municipio.

Durante l’assedio romano (327 a.C.), il console Publilio Filone accampò il suo esercito fra Neapolis e Partenope alla foce, del fiume Sebeto, mentre il fiume è rappresentato come divinità nella fontana monumentale di Largo Sermoneta.

La ricerca del Sebeto ha appassionato il Petrarca e tutt’oggi rappresenta un enigma irrisolto.

Storia, leggenda, creatività, comunicazione, luoghi cari alla storia e all’eredità culturale dell’Ateneo hanno portato a scegliere in Sebeto il nome del progetto.